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Mistero Impenetrabile

Giulio Meotti
Il FOGLIO QUOTIDIANO, Anno X, Numero N.113, Pag. VII
14 maggio 2005

Il mistero contro cui la genetica andrà a sfracellarsi
Un gran libro di Erwin Chargaff, il genio della biochimica contro il cannibalismo della nuova scienza

[…] Insieme alla sua autobiografia, "Mistero impenetrabile" è il suo libro più bello. E' un affresco che toglie il fiato, un tappeto fatto di silenzio interiore e stupore estatico, incendio verbale della prosa e motivi epifanici, nostalgia che fa da balsamo ai giorni e infinite riserve di pietà che servono per pensare a certi destini. Lo scetticismo è inseparabile dallo smarrimento. De Maistre disse che "non esiste grande carattere che non tenda a qualche esagerazione". Saggista, epistemologo e aruspice della parola scritta, Chargaff fa della malevolenza una funzione igienica. Non ci sono che i pessimisti, sono i soli che scrivono bene, in loro trovi le poche verità che siano sempre pure, le qualità di una dolcezza vera.
[…]

Se le ortodossie generano sempre eretici, perché nelle scienze naturali non è così?
Gli impresari scientifici sono dei cartesiani falliti, "acclamati come i benefattori dell'umanità della quale, in verità, sono i carnefici. Dato che in Purgatorio non vorrei dover sopportare pure i calci dei miei predecessori, non faccio nomi". La scienza gli ha insegnato che abbiamo sottovalutato
l'incredibile precisione con cui i processi vitali si compenetrano. "Ogni qual volta pensavamo di essere arrivati alla fine, ci si spalancava davanti un nuovo abisso di decimali". Il suo destino è stato quello di una specie di Empedocle nell'altipiano sul quale è in atto l'ultimissima eruzione delle dottrine genetiche salvifiche, solissimo nel riversare scherno e disprezzo e sarcasmo su coloro che vorrebbero migliorare la vita, "i cavalieri barcollanti nel labirinto degli acidi nucleici che si impegolano sempre più in ragnatele di infinitudini materiali":
"Cominciano in sordina, ma solo Dio sa dove ci porteranno. Alcune delle più grandi atrocità sono state commesse con il pretesto, o con la sincera intenzione, di aiutare l'umanità sofferente". Di idola tribus nella sua riflessione ne rimangono in piedi ben pochi: "Alcune delle cose che furono dette avevano il suono sinistro delle battute di spirito; e non c'è nulla che mi
terrorizzi quanto i cannibali quando fanno gli spiritosi. C'è il pericolo che in un alterco con i cannibali si finisca per prendere in considerazione la domanda se la carne umana sia più gustosa condita con l'alloro o con l'aglio".
In un articolo per la Faz ha parlato di "schiavitù molecolare": "Il pubblico non sarebbe in condizione di capire la differenza fra quella brodaglia genetica e un innocente succo di pomodoro. La gente non ha ancora imparato che lo scopo della ricerca è sì quello di trovare la verità, ma che non tutto ciò che poi il ricercatore trova è verità; a volte è soltanto il biglietto da
visita del demonio raccattato per terra". E' stato spogliato un campo dopo l'altro, non è rimasto neanche il più striminzito stelo d'erba metafisico. "
[…]


Per Chargaff la realtà torturata non ha così tante lacrime quante dovrebbe piangerne. "La natura suppliziata non solo è ammutolita, ma le abbiamo anche strappato la lingua". Alla domanda su che cos'è l'uomo, Pindaro rispose il sogno di un'ombra. Non avrebbe potuto né voluto dar credito alla domanda: di cos'è fatto l'uomo? "Questa risposta era riservata a noi: di proteine e di grasso, acidi nucleici e zuccheri. Ma ciò che non abbiamo capito è che queste elencazioni sono di quelle del diavolo. Se gli si porge il dito mignolo, lui ci offre tutta la mano". Alcuni ricercatori, una volta vecchi, si chiederanno in che modo siano finiti in mezzo a questa "società di cannibali". Daranno la colpa a tutto e a tutti, al destino e alla società, mai alla loro cecità. Alla fine diranno che Picasso aveva ragione, non si cerca quando si vuole trovare e una ricerca febbrile non consente di trovare qualcosa di buono. "E' lecito ricercare solamente con la fame nell'anima; ma dove ci sono ancora anime al di fuori della banca ipotecaria di Mefistofele?".
Chargaff è una stella senza numero che lascia sempre uno spazio per il risorgere della fenice, ci ha aperto gli occhi sui lini appena lavati della scienza. E' come una siringa scordata sul bordo di una pagina, destino di seme e di cenere attribuito all'infinito. In una delle sue ultime interviste, al settimanale tedesco Stern, attaccò le presunzioni della scienza che vuole trasformarci in tanti Matusalemme a un prezzo insostenibile: "E' spaventoso, un crimine. Mi guardi, ho novantasei anni, sono una stranezza. Non riesco quasi più ad andare al bagno da solo, zoppico appoggiato al bastone. Così non si può andare avanti, dovrei sparire. Sono come una gallina che non fa più le uova. Ne ho abbastanza della vita, mi fa male la colonna vertebrale, dalla mattina alla sera. Invece di costruirmi una sedia comoda, mi vogliono installare una nuova colonna vertebrale!". Gli scienziati naturali promettono sempre molto, sono diventati, insieme ai medici, dei ciarlatani imbroglioni. "Nella scienza comandano le grida roboanti delle aziende pubblicitarie, regna
il superlativo categorico. Fanno come se tutto fosse riparabile. Io mi ritraggo davanti ai confini che ci separano dal non sapere. Chi li supera, invece, questi confini o è un demente oppure un temerario. Più probabile un demente".
E' morto in coincidenza della decifrazione del genoma umano: "E' così ridicolo e così infinitamente triste. Non sappiamo come utilizzare l'insalata di sillabe del genoma. E' come la costruzione delle piramidi, inutile come Cheope. E' come un ceppo che sta nel paesaggio, senza senso. Ma che è costato vite umane e tanti soldi. Hanno perso il rispetto. Nessuno scienziato, nessuno sa cosa sia la vita, e nessuno potrà mai spiegarla. E' un mistero eterno.

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